In Basilicata i più sedentari, in Alto Adige i più sportivi

Attività fisica, i più pigri sono al sud

Per condurre uno stile di vita corretto, sano, equilibrato, la sedentarietà è una delle prime cose da mettere al bando. Non per niente il movimento è uno dei 12 punti alla base della filosofia di FORMULA12: fa bene al corpo e alla mente, tiene lontano l’invecchiamento, migliora la salute del cuore ed è un ottimo alleato contro l’obesità. Insomma, bisogna muoversi: muoversi spesso, senza esagerare ma con costanza.

I dati sulla sedentarietà in Italia 

Ma come vanno le cose tra gli italiani, da questo punto di vista? Dipende dalle zone: sì, perché tra i più attivi e i più sedentari la differenza è abissale. Per prima cosa diamo un indicatore a livello nazionale: facendo la media tra le abitudini delle diverse regioni, quello che emerge è che in Italia i sedentari sono il 33,6% della popolazione. Questo significa che una persona su 3 non svolge mai attività fisica nel tempo libero, ne svolge un lavoro pesante dal punto di vista fisico. Stando ai dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità e relativi al triennio 2014-2017 la sedentarietà è associata all’avanzare dell’età (è poco meno del 30% fra i 18-34enni e sfiora il 40% fra i 50-69enni), al genere femminile e a uno status socioeconomico più svantaggiato, per difficoltà economiche o basso livello di istruzione. E poi, come dicevamo, c’è il gradiente geografico, molto chiaro e a sfavore del Sud Italia in cui la quota di sedentari è significativamente più elevata. Nel tempo, la quota di sedentari aumenta in tutto il Paese, e in particolare fra i residenti nelle Regioni meridionali, facendo crescere la distanza fra Nord e Sud Italia.  
Troppo bassa appare anche l’attenzione degli operatori sanitari al problema della scarsa attività fisica, anche nei confronti di persone in eccesso ponderale o con patologie croniche: su 10 intervistati solo 3 riferiscono di aver ricevuto il consiglio dal medico o da un operatore sanitario di fare regolare attività fisica; fra le persone in eccesso ponderale questa quota non raggiunge il 40%, fra le persone con patologie croniche non raggiunge il 45%. 

Semaforo rosso per la Basilicata, verde per l’Alto Adige 

Come detto, quando si parla di sedentarietà le differenze tra una zona e l’altra del Paese sono notevoli. Basta guardare la distanza tra le percentuali di persone sedentarie in Basilicata e in Alto Adige, per capirlo: nella regione del Sud, il 66% della popolazione non svolge alcun tipo di attività fisica. A Bolzano e dintorni, solamente l’11,7% delle persone sono sedentarie. Nel mezzo, le altre regioni e un divario comunque importante tra Nord e Sud Italia.

Subito dopo la Basilicata, i più pigri, al di sopra della media nazionale, li troviamo in: Campania (49,7%), Calabria (46,1%), Puglia (44,5%), Sicilia (43,5%) e Abruzzo (37,3%). Seguono, più o meno in linea con la media italiana del 33,6%, Lazio con il 34,1% e Piemonte con il 32,8%. Tutte con una percentuale di sedentari minore della media nazionale, troviamo poi: Toscana (30,2%), Liguria (28,6%), Marche (26%), Valle d’Aosta (25,4%), Molise (25,2%), Sardegna (24,9%), Emilia Romagna (22,7%), Lombardia (22,4%), Umbria (22,1%), veneto (21,4%), Friuli Venezia Giulia (20,8%). A chiudere la classifica, la Provincia Autonoma di Trento con il 17,3% e la Provincia Autonoma di Bolzano con l’11,7%. 

Gli effetti della sedentarietà 

Stando alle ricerche scientifiche riportare sul sito di Epicentro, a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità, in Italia la sedentarietà è causa di

  • 9% delle malattie cardio-vascolari 
  • 11% del diabete di tipo II 
  • 16% dei casi di cancro al seno 
  • 16% dei casi di cancro al colon 
  • 15% dei casi di morte prematura 

Inoltre, in media, chi è attivo e normopeso vive circa 7 anni più a lungo rispetto ai sedentari obesi.  

Attività fisica: qual è la giusta quantità? 

È stato evidenziato che non esiste una precisa soglia al di sotto la quale l’attività fisica non produce effetti positivi per la salute. Risulta quindi molto importante il passaggio dalla sedentarietà a un livello di attività anche inferiore ai livelli indicati dalle linee guida. 

Le linee guida internazionali e nazionali raccomandano: 

  • bambini e ragazzi (5–17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive
  • adulti (18–64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa, con esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana 
  • anziani (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni, dovrebbe fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.
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