A Pedro Almodovar piace piccante

Il cibo è una parte importante del cinema del famoso regista già presidente di giuria al Festival di Cannes 2017

Donne, molte e filmate in ogni contesto.
E poi tante passioni, anche cibo, tra un delitto e una confidenza.

I film di Pedro Almodovar raccontano anche quest’ultimo amore e lo fanno toccando le sue più acute tonalità. Lo sa bene Carmen Maura.
Le sue Pepa e Irene non potevano essere così verosimilmente nevrotiche, soffocanti e a tratti sensuali se non ci fossero stati il gazpacho ai barbiturici preparato dalla prima e il maiale sott’olio e cialde appena sfornate, cucinato dal fantasma della seconda.

D’altronde non è un segreto che in casa Almodovar le donne fossero ossessionate dal cibo e dalla cucina (come biasimarle) e che il regista spagnolo ne facesse uno dei cardini della sua hispanidad. E così i suoi personaggi vanno spesso a far la spesa, tagliano classicamente le verdure in cucina o portano a casa, dopo una veloce tappa in campagna dai genitori, i piatti del loro passato.

Abbiamo capito che a Pedro Almodovar piace piccante (video)


«Almodovar è un mancego, quindi arriva da un territorio molto arido e molto povero della Spagna. Queste scene dei suoi personaggi che ritornano in città con del cibo sottolineano quanto questi piatti siano correlati agli affetti, alla famiglia. Il cibo è il ritorno alle origini e Volver è l’espressione massima di questo concetto». Le parole di Luca Glebb Miroglio, autore del libro “Cuoche sull’orlo di una crisi di nervi – A tavola con Pedro Almodovar” ci aiutano a scoprire il fil rouge che lega la sua filmografia e il cibo. «Gli alimenti, come le ricette cucinate, hanno un ruolo importantissimo. Spesso da protagonisti, alla stregua di un attore. È difficile trovare scene dove il cibo sia sofisticato o sia trattato in modo diverso da come comunemente viene mangiato in casa o nei ristoranti tradizionali del territorio. Quando ciò accade sono immagini molto fugaci».



Di fugace non ha nulla invece l’osso di prosciutto utilizzato per ammazzare un uomo in “Cosa ho fatto io per meritarmi tutto questo”.
Ancora la poliedrica Carmen Maura che utilizza la cucina non come luogo di confidenze, ma come luogo perfetto per un delitto in famiglia.

«Sempre in Volver la cucina si trasforma in ristorante» ci ricorda Miroglio «dove tutte le donne del film realizzano insieme delle ricette della tradizione vestite da dive anni Cinquanta. Sono suore invece le protagoniste del film “L’indiscreto fascino del peccato” datato 1983.

Le torte o le insalate da loro preparate sono un mix di droghe più o meno leggere che provocano effetti allucinogeni. C’è chi dice di vedere Gesù e chi, parafrasando il Vangelo, senza tanti giri di parole afferma: “È scritto: dai da magiare agli affamati”. Fosse solo quello…

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